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12/12/2012

LETTERA APERTA - GIOVANNI MARIA GRIXONI



Lettera aperta ad Enrico e Roberto. 
 
Io non so! Se essere più sorpreso, deluso o indignato. Per quanto mi sforzi, non riesco a capire quale sensazione prevalga.
Ho appena finito di leggere il comunicato apparso sulla mia mail a vostra firma, con il quale avete  appalesato la decisione di non voler più organizzare, presso la vs. struttura, i campionati invernali indoor 2012 di s.o., e ciò a causa del malcontento e delle continue lamentele, apparse in questi ultimi giorni su facebook e dalle quali siete stati impunemente colpiti.
Io non so! In un ambiente, come quello dell'equitazione, sarda nel particolare, nel quale tutti sanno tutto e tutti si intendono di tutto, io rivendico il diritto di non sapere "quasi" nulla o comunque di dove imparare, senza vergogna, ancora tanto, ma scusate l'immodestia, non certo l'educazione.
Casco pertanto dalle nuvole quando leggo le "argomentazioni" con le quali il partito del "pro" ed il partito del "contro" si accapigliano su facebook, travalicando i confini dell'educazione e della decenza, sulla questione "Campionati Indoor 2012", in un pseudo-dibattito tanto fazioso e inutile, quanto deleterio per tutti.
Eh no! Cari Enrico e Roberto, così non ci siamo proprio. Voi due, un passo indietro di tale gravità sportiva nei confronti di noi altri, (non impegnati su fb. voglio dire),  non lo potete fare, il perchè è sintetizzabile in una battuta: "per le colpe di pochi non devono piangere in molti".
Non mi sono preso la briga di contarle, ma il dibattito aperto su fb. è stato portato avanti ed alimentato da poche persone che non possono essere assunte a rappresentare i circoli, i cavalieri, i genitori (cioè gli sponsor) e più in generale gli appassionati di equitazione che, ai campionati sardi, indoor o autdoor che siano, tengono, indipendentemente dal luogo ove vengono svolti, dall'altezza degli ostacoli, e da chi li organizza. Chi tiene, davvero, a gareggiare, a confrontarsi con gli altri, a partecipare e perchè no, a vincere, si iscrive e gareggia ........... a prescindere ed, in particolare, stante l'attuale mancanza di migliori alternative.
Con i cavalieri del Circolo che rappresento e con i "gemelli" Ozieresi, tempo, costi e condizioni permettendo, abbiamo sempre partecipato a tutti i concorsi che potevamo permetterci di affrontare,  senza anteporre simpatie o antipatie personali alla pratica sportiva e soprattutto al piacere, del ns. allargato gruppo, di palpitare per i rispettivi figli, amici e conoscenti, di mangiare, bere e cantare insieme, di divertirci insomma, sempre e comunque.........a prescindere.
Io non so! (ne lo voglio sapere!) perchè sia nato e si sia sviluppato un "dibattito" su tali toni.    
Non voglio fare il moralista o passare per esserlo. Le mie parole e la mia indignazione sono semplicemente frutto delle seguenti constatazioni, che sintetizzo:
1) L'Ala Birdi è inagibile/inutilizzabile;
2) In Sardegna non esiste attualmente altra struttura coperta "utilizzabile" se non quella del il C.I. Usignolo;
3) Mi risulta che i circoli ed i relativi cavalieri siano liberi di partecipare o meno alle gare;
4) Tra il "nulla" ed il gareggiare "sempre e solo" all'Usignolo, per chi ama davvero questo sport, penso non possa esservi alcun dubbio.
5) Ai più giovani soprattutto non frega assolutamente nulla ritrovarsi in uno o nell'altro impianto, loro si divertono e fanno un gran casino ........ a prescidere.
6) Le coccarde, le coppe e gli eventuali premi in denaro non valgono meno, nè puzzano se vinti da una parte piuttosto che da un'altra ("pecunia non olet" dicevano i ns. saggi antenati latini).
Per non tediare ulteriormente due ultime considerazioni:
- ho sempre pensato e mi sono comportato di conseguenza, che con un pò (neanche tanto) di buona volontà e soprattutto lasciando da parte le ataviche tare, retaggio dei nostri antenati nuragici, (invidia e gelosia, in primis) si potesse trovare, seppur con le diversità di vedute o di idee, che caratterizzano ciascuno di noi, ma con unità di intenti, una via comune per il bene dell'equitazione sarda.
Io non so! Se tutti - come a parole affermiamo - vogliamo davvero il bene dell'equitazione sarda.
Enrico e Roberto, dimostrate, per l'ennesima volta, che voi all'equitazione sarda tenete davvero, non fosse altro perchè la vivete da professionisti e non come la maggior parte di noi da dilettanti o appassionati.
Continuate a viaggiare, come avete dimostrato di ben saper fare fino ad oggi, al di sopra della quotidianità e delle svilenti beghe di questo litigioso ed irascibile condominio che sta dimostrando di essere l'equitazione sarda.
Per farlo (questo si che lo so!) dovete rivedere la vs. ultima decisione.
Credo fermamente che questa mia idea sia condivisa dai più.
 
Confidando in una vs. positiva decisione,
Giò Grixoni

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